Viaggiare: lo spazio di una vacanza

Una piscina chilena da Guinness dei Primati!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 20 settembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Chile

Non è certamente una notizia dell'ultima ora ma, sono certa, che non tutti sanno che ... questa mega piscina è entrata nella lista del Guinness dei Primati, superando la Orthlieb Pool di Casablanca.

Situata  a 90 chilometri da Santiago, nell'esclusivo complesso alberghiero San Alfonso del Mar di Algarrobo in Chile!


Lunga 1.013 metri,  occupa una superficie di 77.000 metri quadrati ed in alcuni punti è profonda fino a 35 metri, tanto per rendere l’’idea … è estesa quanto 6.000 piscine standard  messe insieme!

I numeri parlano chiaro e … per riempirla è stato costruito un dispositivo sofisticatissimo che utilizza 250.000 metri cubi di acqua oceanica!


>>Continua a leggere "Una piscina chilena da Guinness dei Primati!"

6074 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

A Rapa Nui convivono misteri irrisolti ed un ... elisir di lunga vita!

Scritto da Francesca Romana Alegi • Giovedì, 23 luglio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Chile


I misteri che l'Isola di Pasqua o Rapa Nui racchiude in sè non avvolgono solo le pietre delle statue Moai.

I "Rongorongo", raffigurazioni scolpite sia all'interno delle grotte (considerate, in passato, luoghi di culto) sia sulle 22 tavolette di legno (ritrovate tra il 1722 ed il 1868)  sembrerebbero contenere un altrettanto affascinante punto interrogativo.

Si tratta di  geroglifici riproducenti migliaia di simboli. Tali segni non sono stati ancora decifrati, ma è interessante sapere che in Pakistan, nell'antica città di  Mohenjo-daro sono state ritrovate scritture pressochè identiche ai "Rongorongo"!

Altrettanto interessanti sono i petroglifici, immagini scolpite sulla roccia, rappresentanti l'uovo della fertilità e l'uomo uccello. Il Tapati, la gara che si svolge ogni anno nell'isola, ricalca gli antichi culti pasquensi che risalirebbero ad epoche anteriori al 1500 d.c.

Il rituale dell'uomo-uccello  prevedeva l'elezione di un rappresentante per ogni clan: i giovani eletti dovevano gettarsi dalle scogliere del vulcano Orongo, nuotare un tratto di mare gelido, infestato da squali e pieno di pericolose correnti marine, raggiungere lo scoglio Motu Nui e trovare l'uovo sacro. A quel punto si ripercorreva il tragitto a ritroso, con l'uovo avvolto sopra la testa, e si consegnava intatto al capo clan che, da quel momento e per un anno intero, sarebbe divenuto il Re, il Manutara (l'uomo-uccello) di Rapa Nui.




La scrittura Rongorongo, il culto dell'uomo uccello, le cerimonie funebri, i ritrovamenti del muro pre-incaico e ... non solo, presentano elementi in comune con la civiltà egizia, celtica, araba e mediorientale.

Tali collegamenti hanno scatenato il proliferarsi delle più disparate teorie: molti studiosi sono convinti  che, nell'evoluzione umana, sarebbe esistito  un'apice tecnologico e scientifico 10.000 anni prima di Cristo e che, in seguito ad una catastrofe mondiale, i pochi superstiti avrebbero dovuto iniziare tutto da capo, trasponendo nel mito i ricordi del loro passato. Altrettanto interessante è la teoria dei ponti di terra emersa: interi continenti che con il tempo sarebbero sprofondati negli abissi.  Questo spiegherebbe il patrimonio culturare e mitologico comune a molte civiltà.



C'è un posto a Rapanui dove viene rappresentato ciò che il suo antico popolo chiamava "l'ombelico del mondo": un grande sasso con attorno 4 piccole pietre simboleggianti i 4 punti cardinali. La pietra "magica", dotata di un forte magnetismo, fa impazzire tutti gli aghi delle bussole e, a detta della popolazione locale, sprigionerebbe una serie di energie positive ... ma non è tutto ...

Lo sapevate che Rapa Nui oltre ad essere l'isola dei misteri  irrisolti racchiuderebbe anche una sostanza capace di allungare la vita agli esseri umani di almeno 10 anni?


>>Continua a leggere "A Rapa Nui convivono misteri irrisolti ed un ... elisir di lunga vita!"

7304 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

L'ombelico del mondo a Rapa Nui. Il mistero delle statue Moai e del suo popolo nella sperduta Isola di Pasqua

Scritto da Francesca Romana Alegi • Lunedì, 20 luglio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Chile

 


Più piccola dell'Isola d'Elba ... "Rapa Nui" (Grande Rapa), è cosi che gli indigeni locali del XX secolo la chiamavano, per via della stretta somiglianza con l'Isola delle Rape delle Isole Australi, nella Polinesia Francese
Meglio conosciuta come Isola di Pasqua (scoperta nel 1722 proprio il lunedì di Pasqua dall'olandese Roggeveen), a 2075 km dalle isole Pitcairn, appartiene al Chile, da cui dista 3.600 km.


  


162 km
quadrati nel bel mezzo dell'Oceano Pacifico isolata, lontana da terre abitate. Nonostante le sue modeste dimensioni Rapa Nui racchiude in sè affascinanti misteri. Il confine tra storia, leggenda e mito è veramente sottile ... le uniche testimonianze tramandate nel tempo sono state quelle delle tradizioni orali, perchè le popolazioni sopravvissute all'antica civiltà, per una serie di svariati motivi, ne hanno perso la memoria nel tempo. 

Gli abitanti la chiamavano "l'ombelico del mondo" (Te-pito-te-Henua che si traduce anche "fine del mondo"): erano infatti convinti che l'isola fosse l'ultima terra rimasta emersa! Dopo un isolamento durato secoli il contatto con i colonizzatori fu molto più che traumatico!

Dei tanti misteri dell'isola solo uno è stato svelato, quello riguardo all'origine della sua popolazione: dai test effettuati sui resti degli antichi abitanti, risalenti al V secolo d.c., si evincono caratteristiche genetiche che possiedono solo i polinesiani. Tuttavia non si esclude il contatto con la cultura sudamericana: la "kamara" e la "totora", ad esempio, presenti a Rapa Nui, sono rispettivamente una patata dolce che si trova in Sudamerica, ed un giunco originario della zona del Lago Titicaca, in Perù.


Ma ad una domanda non è ancora stata data una valida risposta tra le numerose ipotesi: come hanno fatto i polinesiani a percorrere 4.000 km via mare ed a stanziarsi poi nell'isola?


La storia dell'Isola di Pasqua si è potuta "vagamente" ricostruire dalle tradizioni orali e dagli studi effettuati sui resti archeologici, le necropoli e le misteriose statue Moai. I colonizzatori polinesiani sarebbero approdati nell'isola tra l'800 ed il '900 d.c., trovandovi una natura estremamente rigogliosa.

Con il passare dei secoli, per motivi religiosi, furono creati prima dei semplici altari in pietra e poi le statue Moai che, per essere trasportate da un punto all'altro dell'isola, richiesero un ingente sforzo umano e l'utilizzo di legname per il loro trasporto. Ecco che quindi iniziò il lento e graduale disboscamento che portò, con l'aumento della popolazione, ad una forte tensione sociale, al graduale declino e all'impoverimento dell'isola. Quando arrivarono gli europei trovarono meno di 2000 abitanti in condizioni di totale indigenza.

Se tali ipotesi storiche fossero vere Rapa Nui sarebbe il più antico esempio di come il progresso e lo sfruttamento delle risorse naturali possano portare, senza i dovuti accorgimenti, alla distruzione dell'habitat circostante ed al declino e scomparsa di un'intera civiltà!


>>Continua a leggere "L'ombelico del mondo a Rapa Nui. Il mistero delle statue Moai e del suo popolo nella sperduta Isola di Pasqua"

6454 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Chile: i geysers del Tatio, inferno o paradiso?

Scritto da Francesca Romana Alegi • Martedì, 16 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Chile

 

Vi vorrei condurre con me in un viaggio immaginario e reale allo stesso tempo! Cavalchiamo insieme l'onda dell'emozione, ritrovandoci di fronte ad una delle sette zone della terra, Il Chile, dove avvengono  delle eruzioni vulcaniche di tipo secondario ... e siccome non mi sento all'altezza, rimando a Wikipedia la definizione di ... geyser!


Tale fenomeno si manifesta o nei luoghi dove la crosta terrestre è meno spessa o in prossimità di vulcani. Il Gran Geysir in Islanda è uno dei più famosi, con getti  alti tra i 30 ai 40 metri. Ciò impressionò a tal punto gli studiosi che “Geysir”, il nome proprio di questo cratere venne cambiato in “geyser”, ad indicare tutti i fenomeni di questo tipo.
Attivo dal 1294  si è poi "riassopito" all'inizio del  1900. Ma Strokkur, nelle vicinanze, ancora resiste con i suoi 20 metri di getti! Nei dintorni di questo sito sono presenti altre simili eruzioni, il Piccolo Geysir, torrenti caldi e depositi minerali che rendono l'intero luogo un  pianeta a parte.



Non sono numerosi i luoghi della Terra dove si possono ammirare tale eruzioni. Oltre all'Islanda e al Chile solo in altre 5 zone del nostro globo vi è quella combinazione geologica e climatica favorevole per la nascita e sopravvivenza dei geysers: Yellowstone (Wyoming, Stati Uniti); Taupo (North Island, Nuova Zelanda); Penisola del Kamchatka (Russia); isola di Umnak (Isole Aleautine-Alaska-Stati Uniti); i deserti e le lagune di Potosì (Bolivia).



In Chile esiste un luogo che è stato paragonato alle bocche dell'Inferno Dantesco. Io che ancora non ci sono stata mi chiedo: sarà l'inferno o il paradiso? Di sicuro è un posto magico, quasi surreale ... un altro mondo!


>>Continua a leggere "Chile: i geysers del Tatio, inferno o paradiso?"

12856 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!